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Elettromagnetismo, campi elettromagnetici ed elettrosmog

L’elettromagnetismo è energia. Con questa semplice frase possiamo giustificare la presenza di questa sezione in un sito dedicato ai temi energetici.
Inoltre l'eliminazione (o almeno la riduzione) dell'elettrosmog è importantissima all'interno di un'analisi più generale del comfort abitativo, argomento di cui parliamo diffusamente nelle pagine ad esso dedicate.


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L'elettromagnetismo

L’elettromagnetismo è una forma naturale di energia. Ogni giorno ciascuno di noi è immerso in campi magnetici, elettrici e/o elettromagnetici e, spesso, neppure se ne accorge. Ad esempio, basta pensare che la Terra è contornata da un campo magnetico, detto anche campo geomagnetico, responsabile di moltissimi fenomeni di cui non sempre ci rendiamo conto.

Molto noto, sempre per citare un esempio, è il fenomeno per il quale l’ago di una bussola non indica esattamente il polo Nord geografico (quello, per intenderci, delle cartine topografiche), bensì il polo Nord magnetico, con scostamenti che possono facilmente trarre in inganno nell’orientamento. Tale scostamento, detto declinazione, è prodotto proprio dal campo geomagnetico.

Altri effetti sono molto meno noti. La fotografia qui sotto, scattata dalla NASA (e rielaborata in modo opportuno), mostra ad esempio come il campo magnetico terrestre funziona da "scudo" e protegge il nostro pianeta dal vento solare, ossia da un flusso di particelle cariche emesso dalla parte alta dell’atmosfera solare.



Ma c’è di più. Tutti noi abbiamo ormai un cellulare; lo sapevate che i cellulari funzionano grazie ai campi elettromagnetici? In particolare, grazie ad uno dei modi particolari con cui essi "viaggiano", ossia sottoforma di onde elettromagnetiche.

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Altro esempio sono le antenne per telecomunicazioni che, purtroppo sempre più spesso, vediamo deturpare l’ambiente attorno a noi o che vengono installate a ridosso delle abitazioni.

I due esempi che seguono chiariscono molto bene come l’installazione scriteriata di antenne non sia solo causa di possibili problemi per la salute dei cittadini, ma anche per la fauna e, purtroppo in molti casi, anche di evidenti alteramenti del paesaggio.




Cos'è l'inquinamento elettromagnetico?

La definizione di inquinamento elettromagnetico (detto anche elettrosmog) è implicita nelle stesse due parole: si intende la presenza di campi magnetici, elettrici e/o elettromagnetici laddove questi non esistano naturalmente.

Spesso la presenza di questi campi è inevitabile: basta pensare ad un paziente sottoposto ad una TAC (Tomografia Assiale Computerizzata), ossia ad un approfondito esame che viene eseguito proprio per mezzo di campi elettromagnetici.

Altre volte, invece, la loro presenza è del tutto inutile, spesso dannosa, e dovrebbe dunque essere evitata o, se possibile, eliminata del tutto.

Da anni gli scienziati studiano gli effetti che i campi elettromagnetici possono avere sul corpo umano. Purtroppo ancora oggi questi effetti non sono noti con un’accuratezza sufficiente. In moltissimi casi è infatti stato dimostrato senza ombra di dubbio il legame fra inquinamento elettromagnetico e determinate patologie, in tanti altri, invece, no. Anche se tutti gli indizi finora raccolti paiono suggerire che le relazioni fra causa (campi elettromagnetici) ed effetti (patologie) verranno presto dimostrate in modo definitivo.

A titolo di esempio, riportiamo uno studio riguardante l’effetto biologico di un campo elettromagnetico irradiato da un’antenna posta nei pressi di una testa umana. Naturalmente, lo studio non è stato effettuato su una persona reale, ma impiegando un particolare software di simulazione. La fotografia illustra l’aumento della temperatura della testa conseguente all’applicazione del campo irradiato ed i valori di un parametro, il SAR, che viene impiegato per quantificare particolari campi elettromagnetici e verificarne la rispondenza al limiti di Legge.



Pur con queste "incertezze" medico-scientifiche, esistono da anni specifiche Norme e Leggi, anche in Italia, con le quali si è voluto cercare di limitare il fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico, specie negli ambienti domestici e di lavoro.

Come nel resto dell’Unione Europea, anche in Italia i Legislatori hanno da sempre seguito un principio basilare sancito dall’art. 174 del Trattato di Maastricht. Si tratta del
principio di precauzione, che stabilisce come sia prudente evitare o quanto meno ridurre pericolosità.

Per quanto sottolineato circa ai dubbi che ancora permangono riguardo agli effetti biologici dei campi elettromagnetici, è chiaro che tutti i Paesi membri dell’Unione Europea non hanno potuto far altro che applicare tale principio ai propri documenti legislativi. Come a dire: «Non siamo ancora sicuri al 100% degli effetti che i campi elettromagnetici hanno sull’uomo; quindi, per precauzione, emettiamo delle Leggi con cui intendiamo limitarli».

Campi ed onde

Diamo alcune definizioni basilari riguardanti i campi elettromagnetici, utili per comprendere bene cos’è il fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico e come si può contrastare.

Concentriamo innanzitutto la nostra attenzione sull’
ondaNaf Naf Gonna Eliry Eliry A Gonna Campana Campana Naf A fqwOgTPfx. Si tratta di un "oggetto" fisico, che la matematica rappresenta e descrive con un diagramma come questo:



Un’onda è caratterizzata da due parametri principali: l’
ampiezza, che indica quanto "sono alte" le sue "creste", ed il periodo temporale T, che indica quanto tempo deve passare prima che l’onda si ripeta uguale a sé stessa. Onde che presentano questo tipo di ripetizione senza mai "spegnersi" sono dette periodiche.

Altro parametro importante è la
frequenza, calcolata come inverso del periodo: f = 1 / T. Si tratta di una grandezza, misurata in Hertz (simbolo: Hz), che indica quanto l’onda "è veloce"; con più è alta la frequenza, con più il periodo è piccolo e quindi con meno tempo passa fra una "ripetizione" dell’onda e la successiva (e dunque l’onda è più "veloce").

Viene poi definita la
lunghezza d’onda, calcolata come λ = c / Tubino Vero Nine Mix A Moda Pencil Gonna Skirt Vmhot 88awHqxA1f, e misurata in metri. In questa formula, c rappresenta la velocità della luce nel vuoto, pari a circa 300.000 km/s (quindi la luce è in grado di percorrere 300.000 chilometri in un solo secondo!).

Questo parametro rappresenta a tutti gli effetti il "periodo spaziale" dell’onda; analogamente al periodo
T, essa indica dunque dopo quale distanza l’onda si ripete uguale a sé stessa. Spesso la lunghezza d’onda non viene espressa direttamente in metri ma usando multipli o sottomultipli (chilometri, centimetri, millimetri, ecc.).

Nella seguente tabella riportiamo una classificazione, riconosciuta a livello internazionale, delle onde elettromagnetiche, dove indichiamo anche alcuni esempi di loro "sorgenti". Per riportare le frequenze abbiamo usato dei multipli: "k" (chilo) indica una moltiplicazione per mille (1.000 Hz = 1 kHz),  "M" (mega) per un milione (1.000.000 Hz = 1 MHz), "G" (giga) per un miliardo (1.000.000.000 Hz = 1 GHz).



Il campo elettromagnetico è formato da due componenti:

  • Il campo magnetico si indica con il simbolo H e si misura in A/m ("Ampére su metro")

  • Il campo elettricoLacci Fuji Senza Hub Fuji Hub Senza Hub Scarpe Scarpe Scarpe Lacci Fuji si indica con il simbolo E e si misura in V/m ("Volt su metro")


Altre grandezze di interesse sono:

  • L'induzione magnetica B, misurata in Tesla (acronimo "T") e correlata mediante opportuni modelli matematici ad H

  • Il SAR (Specific Absorption Rate), misurato in W/kg ("Watt su chilogrammo"), che rappresenta la potenza elettromagnetica per unità di massa

  • La densità di potenza elettromagnetica, simbolo S, misurata in W/mq ("Watt su metro quadro")


Formalmente, il campo magnetico ed il campo elettrico non possono esistere se non accoppiati fra di loro: in Fisica si dice che "l’uno è la causa dell’altro" (e viceversa). Nella pratica, si verifica che per frequenze fino a circa 100 kHz una delle due componenti può essere trascurata rispetto all’altra (perché molto più piccola).

Al di sotto di questa frequenza ha dunque senso parlare di campo magnetico e di campo elettrico in modo distinto, mentre al di sopra ha senso soltanto parlare di campo elettromagnetico. In quest’ultimo caso, possiamo dare una raffigurazione del campo completo come segue:



I campi
H ed E sono entrambi rappresentati come un’onda; in questo caso, però, gli assi del grafico indicano le coordinate spaziali (immaginate come se si tratti di una sorta di "battaglia navale tridimensionale"). Non compare dunque la grandezza "tempo", anche se, in realtà essa…non è che non ci sia, è che non si riesce a rappresentarla in un’immagine riportata su uno schermo come quella che state osservando.

Dobbiamo infatti immaginarci le due onde (
HFuji Scarpe Fuji Fuji Senza Senza Hub Hub Scarpe Hub Lacci Scarpe Lacci ed E) come se fossero "fotografate" in un determinato istante. Poco dopo questo istante, le onde si saranno spostate lungo l’asse X di figura, che prende il nome di direzione di propagazione. Poco dopo ancora si saranno spostate ulteriormente e così via.

Gli effetti biologici dei tre tipi di campo sono molto differenti fra di loro. Inoltre ognuno dei campi ha delle cause ben definite. Tipicamente, un campo magnetico è generato da una corrente elettrica, un campo elettrico da una tensione elettrica. Il campo elettromagnetico può naturalmente essere generato da una combinazione delle due oppure, come accade nell’ambito delle telecomunicazioni, sfruttando opportuni dispositivi emettitori di onde.

Per questi motivi, la Normativa in vigore tratta l’argomento distinguendo opportunamente i differenti intervalli di frequenze.

Per chiarezza, dobbiamo anche ricordare che non tutti i campi elettromagnetici si propagano per onde; in moltissimi casi essi si comportano in tutt’altra maniera. Non approfondiamo questo argomento perché non ci interessa ai fini dell’inquinamento elettromagnetico.

Inquinamento elettromagnetico in casa

Le principali sorgenti "casalinghe" di inquinamento elettromagnetico sono:

  • Conduttori elettrici, anche se sottotraccia (nel muro) o contenuti negli appositi quadri
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  • Elettrodomestici (lavatrice, lavasciuga, lavastoviglie, forno, frigorifero, congelatore, tostapane, ecc.)

  • Forni a microonde

  • Televisori (di qualsiasi tipo: i "peggiori" sono i vecchi modelli con tubo a raggi catodici)

  • Lampade a risparmio energetico

  • Alimentatori elettronici (ad esempio, quelli dei faretti alogeni)
  • Ventilatori
  • Condizionatori
  • Caricabatterie
  • Cellulari
  • Telefoni cordless
  • Reti wireless
  • Radiosveglie
  • Personal computer ed accessori (stampanti, ecc.)
  • Fornelli ad induzione
  • Asciugacapelli
  • Rasoi elettrici
  • Spazzolini elettrici da denti
  • Piastre liscia-capelli
  • Boiler scalda-acqua


Non creiamo allarmismo… Abbiamo specificato "potenziali" proprio perché tutto quanto indicato nel precedente elenco solitamente emette campi elettromagnetici rispettosi dei limiti previsti dalla Normativa.

Nel caso "domestico" tali limiti vengono forniti dalla
Raccomandazione Europea 1999/519/CE del 12 Luglio 1999, che qui riportiamo:



Per il campo
B abbiamo usato il sottomultiplo μ ("Micro"), che moltiplica per 0,000001 il numero davanti a sé. Ad esempio, 6 μT significa 6 x 0,000001 = 0,000006 T. Nelle colonne delle ampiezze massime di E e di BA Dot Yas Campana Skirt Gonna Smock Yasmulti xCaUa5nO compaiono, in alcune righe, delle formule contenenti f che, naturalmente, indica la frequenza.

Indichiamo nelle seguenti tabelle alcuni valori "tipici" di
B e di E riscontrabili in un’abitazione:





          
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Inquinamento elettromagnetico in ambiente

L’inquinamento elettromagnetico in ambiente, ossia in contesti "esterni", è dovuto principalmente a tre cause:

  • Campi magnetici generati da elettrodotti, ossia da linee di trasporto dell’energia elettrica

  • Campi magnetici generati da cabine di trasformazione

  • Campi elettromagnetici generati da antenne


Per quanto riguarda l’Italia, questi casi sono regolamentati dalla Legge n.  36 del 2001, dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 Luglio 2003 e dal Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 29 Maggio 2008.

La materia non è per nulla semplice e le relative Leggi e Norme sono pertanto in continua evoluzione, anche tenendo conto delle persistenti incertezze riguardanti gli effetti biologici dei campi elettromagnetici.

I riferimenti legislativi citati regolamentano, dal punto di vista dell’inquinamento elettromagnetico, l’installazione e la gestione degli elettrodotti e delle cabine di trasformazione, di modo da limitare al massimo gli effetti sulla popolazione dei campi magnetici da essi emessi. Per approfondimenti sull’argomento si rimanda dunque ad essi.

Quanto ai limiti di Legge su campi magnetici emessi da elettrodotti e cabine di trasformazione, ci si riferisce a quelli contenuti nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 Luglio 2003, che qui riportiamo:




Per limite di esposizione di intende il valore di campo che non deve essere superato in alcuna condizione di esercizio e di esposizione della popolazione.

Il
valore di attenzione rappresenta una particolare media (detta "mediana") calcolata a partire dai valori misurati in 24 ore nelle normali condizioni di esercizio dell’impianto.

Per
obiettivo di qualità si intende infine l’insieme di valori dei campi definiti dallo Stato ai fini della progressiva minimizzazione dell’esposizione ai campi stessi.

Per quanto riguarda il caso delle antenne, il discorso si fa ancora più complicato. Negli ultimi 10-15 anni la sempre maggior diffusione di telefoni cellulari ha fatto in modo che numerose antenne per le telecomunicazioni venissero installate nei luoghi più disparati; ecco, ad esempio, la fotografia di un’antenna per telefonia cellulare installata molto vicino ad alcune abitazioni:
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La sensibilità della popolazione è diventata negli anni sempre maggiore, man mano che i mass media davano (e danno) comunicazioni in merito alla (presunta o meno) pericolosità di tali antenne.

Non vi è ombra di dubbio che la loro installazione rispetta, nella maggior parte dei casi, i severi limiti della Legge Italiana ma, a differenza di quanto avviene per gli elettrodotti e le cabine di trasformazione, le persone che si trovano ad abitare nelle vicinanze di una qualsiasi antenna si dimostrano sempre molto preoccupate per la propria salute in relazione ai campi elettromagnetici emessi. Al punto, spesso, di commissionare misure e verifiche per sincerarsi del rispetto
di quanto imposto dalla Legge.

I limiti alle emissioni elettromagnetiche da antenne (emissioni a radiofrequenza comprese fra 100 kHz e 3 GHz) sono attualmente imposti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 Luglio 2003; li riportiamo nella seguente tabella, rimandando ad Decreto per le modalità di misura e verifica in campo:



Inquinamento elettromagnetico sui luoghi di lavoro

Le problematiche relative all’inquinamento elettromagnetico sui luoghi di lavoro si inseriscono nel più ampio contesto della sicurezza del personale che opera negli stessi ambienti.

Inoltre, le particolarità di tali ambienti richiedono attenzione non solo alle problematiche di inquinamento elettromagnetico, ma anche a quelle legate alla
compatibilità elettromagneticaScarpe Hub Scarpe Lacci Hub Lacci Fuji Hub Fuji Scarpe Fuji Senza Senza (in inglese: "Electromagnetic Compatibility", acronimo "EMC"). Si tratta di una branca dell’Ingegneria che studia l’effetto dei campi elettromagnetici non sulle persone, bensì sui dispositivi elettrici e magnetici.

Infatti, se da un lato è vero che tutti i dispositivi di questo tipo sono delle sorgenti "potenziali" di campi, dall’altro è altrettanto vero che ciascuno di essi può "potenzialmente" essere disturbato, oltre che dai campi elettromagnetici prodotti da sorgenti differenti (esempio: antenne nelle vicinanze), anche dagli stessi dispositivi presenti nel medesimo luogo.

Per la verità, una problematica simile potrebbe essere riscontrata anche in ambito domestico; di fatto, però, non accade praticamente mai che, in tale contesto, due dispositivi interferiscano fra di loro, se non in casi molto particolari (provate ad esempio a pensare a cosa succede se con un telefono cellulare vi avvicinate troppo allo schermo del vostro televisore LCD: ciò che noterete, ossia una "deformazione" dell’immagine, è un tipico problema EMC casalingo!). Questa problematica viene dunque "tralasciata" per quanto riguarda le abitazioni.

Viceversa, suoi luoghi di lavoro l’analisi e la verifica deve farsi molto più attenta. Iniziamo col dire che le problematiche di compatibilità elettromagnetica possono in questo caso essere di due tipi:

  • Emissioni condotte: si tratta di campi elettromagnetici che si propagano con mezzi fisici, quali ad esempio i cavi elettrici, le schede elettroniche, i collegamenti di "messa a terra"

  • Emissioni irradiate: si tratta di campi elettromagnetici che si propagano "nell’aria" (in modo simile a quanto avviene con le onde radio), dunque senza alcun bisogno di un mezzo fisico che consenta loro di "viaggiare"


Oltre che ai limiti di Legge, i dispositivi presenti in un luogo di lavoro devono obbligatoriamente soddisfare numerose Norme Tecniche, quali ad esempio le CEI EN 61800-3 riguardante gli azionamenti elettrici a bordo di macchine operatrici oppure la serie delle Norme CEI EN 61000. Il soddisfacimento di queste Norme garantisce, già all’origine (dunque da parte dei produttori), che i dispositivi presenti nell’ambiente di lavoro non sono in grado di causare problematiche di EMC.

Tornando, invece, all’inquinamento elettromagnetico vero e proprio sui luoghi di lavoro, per quanto riguarda i riferimenti legislativi in Italia, dal 31 Ottobre 2013 al 2 Settembre 2016 valevano le disposizioni specifiche sulla protezione dei lavoratori dalle esposizioni ai campi elettromagnetici contenute nel D.Lgs. 81/2008 (Titolo VIII, Capo IV).

Successivamente è stato pubblicato il D.Lgs. 159/2016 (in vigore dal 2 settembre 2016), che ha modificato ed integrato tali disposizioni, recependo in toto la Direttiva 2013/35/UE. Questo è l Decreto ad oggi in vigore ed al quale fare riferimento in materia di protezione delle persone dai campi elettromagnetici sui luoghi di lavoro.

Per quanto riguarda i limiti ai campi, occorre innanzitutto distinguere fra:

  • Valori d’azione (VA): sono valori riferiti al campo elettromagnetico “indisturbato”, ossia al campo in un determinato luogo dove sarà presente un lavoratore, ma misurato (o calcolato) senza la sua presenza

  • Valori limite d’esposizione (VLE): sono riferiti al campo elettromagnetico all’interno di un lavoratore, allorquando questo è sottoposto ad un campo elettromagnetico esterno


Il campo elettromagnetico indisturbato è direttamente misurabile attraverso l’opportuna strumentazione; non così il campo elettromagnetico interno ad un lavoratore. Per tale motivo, il citato Decreto impone dei precisi limiti nei riguardi dei VA, intendendo che se in un determinato ambiente di lavoro tali limiti non sono superati, allora sicuramente non saranno superati neppure i VLE, questi ultimi essendo direttamente collegati agli effetti fisiologici sulle persone. Da sottolineare che se, viceversa, i VA sono superati, non è detto che i lavoratori “siano in pericolo”: in questo caso, semplicemente, il datore di lavoro è “obbligato a fare qualcosa” per ripristinare i corretti livelli di campo elettromagnetico (da cui, appunto, il nome di valori “d’azione”).

Per campi elettrici e magnetici con frequenze fra 1 Hz e 10 MHz, il Decreto impone dei limiti sui VA relativi a:

  • Valori d’azione inferiori, ovverosia riferiti a possibili effetti sensoriali (cioè effetti fastidiosi avvertibili da lavoratori: lampi, luci scintillanti, vertigini, ecc. per i campi magnetici; scariche elettriche per i campi elettrici)

  • Valori d’azione superiori, riferiti cioè a possibili effetti sanitari (cioè con più o meno marcate conseguenze sulla salute in generale)


Per campi elettromagnetici con frequenze oltre i 100 kHz il Decreto prende invece in considerazione principalmente i fenomeni termici inducibili nei lavoratori, imponendo in tal caso un unico limite sui VA.

Riportiamo nel seguito le tre tabelle con indicati i citati limiti. Da notare che per la gamma di frequenze comprese fra 100 kHz e 10 MHz i limiti delle prime due tabelle si sovrappongono a quelli della terza tabella: ciò significa che, per campi elettromagnetici entro tale intervallo, tutti i VA indicati vanno verificati.







Per il campo B abbiamo usato il sottomultiplo Carmela Tronchetti Carmela Tronchetti Carmela Carmela Carmela Tronchetti Tronchetti rWqgXp4qμ ("Micro"), che moltiplica per 0,000001 il numero davanti a sé. Ad esempio, 6 μT significa 6 x 0,000001 = 0,000006 T. Nelle colonne delle sottostanti tabelle compaiono, in alcune righe, delle formule contenenti f che, naturalmente, indica la frequenza. Per riportare le frequenze abbiamo usato dei multipli: "k" (chilo) indica una moltiplicazione per mille (1.000 Hz = 1 kHz),  "M" (mega) per un milione (1.000.000 Hz = 1 MHz), "G" (giga) per un miliardo (1.000.000.000 Hz = 1 GHz).

A titolo di esempio, riportiamo nella seguente tabella i valori tipici dei campi emessi da alcuni dispositivi industriali:





Per quanto riguarda il datore di lavoro, esso, coerentemente con quanto accade negli altri ambiti relativi alla sicurezza, egli ha di fatto l'obbligo di dimostrare che per i lavoratori presenti nell'ambiente di lavoro non vengono superati i valori d'azione precedentemente indicati. Nel caso in cui questi vengano invece superati, il datore di lavoro ha l'obbligo di intraprendere tutte le necessarie azioni per ripristinare i corretti valori dei campi elettromagnetici o, in alternativa, può dimostrare che, pur essendo superati i valori d'azione, quelli limite di esposizione non sono invece sorpassati (cosa peraltro molto complicata, come abbiamo già avuto modo di sottolineare).

Per espletare questi suoi compiti, il datore di lavoro deve effettuare (o far effettuare ad un consulente esterno) una vera e propria valutazione die rischi e, se del caso, prendere le dovute misure. Secondo l'art. 208 del D.Lgs. 159/2016, per svolgere questi compiti il datore di lavoro può fare riferimento a:

  • Guide pratiche della Commissione Europea

  • Norme tecniche

  • Specifiche buone prassi individuate dalla Commissione Consultiva Permanente sulla Sicurezza ed Igene del Lavoro del Ministero delle Attività Produttive (ex art. 6 del D.Lgs 81/2008)


La cosa più semplice ed immediata è quella di riferirsi al primo punto. Torna in tal caso molto utile la "Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici", pubblicata (anche in italiano) dalla Commissione Europea nel 2016. Essa è costituita dai seguenti tre volumi (cliccando sopra i titoli è possibile scaricarne liberamente i relativi PDF):


In particolare, all'interno del vol. 1 vengono fornite alcune tabelle utili per individuare le attività lavorative e le apparecchiature che possono (o meno) costituire sorgenti di campi elettromagnetici pericolosi per i lavoratori. Nel caso tutte le attività intraprese ed i dispositivi utilizzati risultino non pericolosi, allora il processo di valutazione del rischio può dirsi concluso: i valori d'azione non verranno in alcun caso superati.

Viceversa, se una o più attività e/o uno o più dispositivi utilizzati in tali attività sono identificati come "pericolosi", il datore di lavoro, come già evidenziato, dovrà intraprendere tutte le azioni necessarie alla riduzione del rischio. In tal caso, poichè molto probabilmente potrà anche rendersi necessario effettuare delle misure in campo, è di gran lunga preferibile rivolgersi ad un consulente esterno sulla sicurezza. Peraltro, la stessa figura profesisonale potrebbe rivelarsi molto preziosa anche soltanto per la "semplice" valutazione dei rischi, della quale, secondo la Normativa vigente, l'unico responsabile rimane sempre e comunque il datore di lavoro...

Misure e verifiche

Le misure riguardanti l’inquinamento e la compatibilità elettromagnetica sono, in generale, da eseguire con strumentazioni molto costose e necessariamente certificate.

Si tratta di strumenti (di cui trattiamo fra breve) per i quali un Organismo certifica, prima del primo utilizzo e, successivamente, con controlli periodici, la correttezza e la veridicità dei risultati ottenuti. Tali certificazioni vengono rilasciate a seguito di una serie di verifiche molto approfondite e di una taratura degli strumenti.

Poiché, in generale, non è dato sapere a quali frequenze si propagano i campi da misurare, tali strumenti devono essere in grado, automaticamente, di effettuare misure in tutto l’intervallo di frequenze di interesse e di segnalare, per ciascuna di esse, i valori di
B e E.

Spesso, però, se ci si limita all’analisi di apparecchiature che non emettono campi oltre i 100 kHz, è sufficiente l’impiego di strumenti certificati che lavorano fino a questa frequenza e che, automaticamente, forniscono i valori massimi dei due campi.

La strumentazione tipica è composta da numerosi dispositivi, quali ad esempio:

  • Oscilloscopio, per la visualizzazione e la memorizzazione dei dati

  • Analizzatore di spetto, per l’analisi dei campi emessi alle varie frequenze

  • Sonde per il rilievo di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici; in generale, ogni intervallo di frequenza richiede la propria sonda specifica

  • Rilevatori di campi a "bassa frequenza", in genere fino a 100 kHzFuji Senza Hub Fuji Scarpe Senza Hub Scarpe Fuji Lacci Hub Lacci Scarpe

  • Rilevatori di campi ad "alta frequenza", in genere oltre i 100 MHz

  • Voltmetri di precisione per la misura delle tensioni

  • Amperometri di precisione per la misura delle correnti

  • Schede di acquisizione dati, con le quali è anche possibile inviare i dati misurati ad un PC, per mezzo del quale essi vengono rielaborati ed analizzati


Teniamo presente che questo è un elenco parziale della strumentazione necessaria. Soltanto dalle voci citate possiamo però ben immaginare quanto costi la dotazione completa per le misure…

Anche la  certificazione periodica degli apparecchi è molto costosa. Inoltre, i professionisti che li adoperano devono avere un’ottima preparazione specifica.

Per tutte queste ragioni, i professionisti che eseguono le misure, a loro volta, richiedono onorari non certo a buon mercato. Quel che il cliente ottiene in cambio è un vero e proprio rapporto di prova, con valore tecnico ed anche legale.

Riportiamo qui sotto un esempio di strumentazione certificata:




Limitandoci all’ambito residenziale, segnaliamo che è spesso possibile seguire una strategia alternativa, che consente da un lato un notevole risparmio economico, dall’altro permette di ottenere risultati significativi, sufficienti per stabilire se vale la pena approfondire l’analisi o meno.

Si ottiene ciò richiedendo inizialmente soltanto un
check-up elettromagnetico della propria abitazione. Si tratta di un’operazione svolta con strumenti a più basso costo, generalmente non certificati, i quali forniscono per ciascuna sorgente potenziale un’indicazione sufficientemente chiara dei valori massimi dei campi elettromagnetici emessi. Il Porfessionista che li usa ha il compito di mantenerli perfettamente tarati e di effettuarne una corretta manutenzione periodica.

Chi esegue queste operazioni fornisce in questo caso una relazione riassuntiva dei risultati ottenuti, senza alcuna validità legale. Se il professionista rileva il superamento dei limiti prescritti per una o più delle sorgenti potenziali, tale superamento viene segnalato.

A quel punto, avendo speso una cifra molto inferiore rispetto alle misure certificate (indicativamente: fra l’1% ed il 10% di queste ultime), il cliente, consigliato dallo stesso professionista, è in grado di stabilire se vale la pena richiedere l’effettuazione delle misure certificate oppure no.

Ecco un esempio di strumentazione non certificata, ma di livello professionale:




Normalmente, in questo caso, le analisi dei dati misurati e la stesura della relazione tecnica vengono eseguite manualmente, ad esempio con l’ausilio di fogli di calcolo.
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Prestiamo molta attenzione a chi ci rivolgiamo per queste misure "di massima"!  Per le misure certificate è il certificato stesso nonché l’alto onorario che paghiamo a garantirci che quanto otterremmo ne "vale la pena".

Nel caso del check-up elettromagnetico, invece, la garanzia su quanto fatto verrà fornita inevitabilmente dalla professionalità e dalla preparazione della persona che se ne occuperà. Affidandoci ad un consulente energetico onesto e corretto, avremo già ottenuto una prima garanzia (magari difficile da ottenere, se si tratta per noi della prima volta che richiediamo interventi di questo tipo…). Teniamo inoltre conto dell’onorario richiesto: un check-up elettromagnetico di un’abitazione media (famiglia di 4 persone, 80 mq di superficie calpestabile, nessuna sorgente "particolare") dovrebbe avere un prezzo che va dagli 80 ai 120 Euro, a cui aggiungere l’IVA ed il contributo per la cassa previdenziale del professionista. Questo se ci limitiamo all’analisi delle sorgenti "interne" all’abitazione…

Anche nel caso di elettrodotti, trasformatori ed antenne, volendo risparmiare (e non poco), è possibile, inizialmente, commissionare un check-up elettromagnetico. Ad esempio, nel caso di un condominio a cui è stata proposta l’installazione di un’antenna per telefonia cellulare sul tetto del proprio edificio, un consulente energetico può, preventivamente, effettuare uno studio dei campi elettromagnetici emessi e dare una valutazione di massima del loro rispetto dei limiti imposti dalla Legge. Successivamente, se l’assemblea condominiale avrà dato il proprio consenso all’installazione, il consulente verificherà in campo, mediante misure ancora di massima, tali limiti. A quel punto, se verrà rilevato il loro superamento, l’assemblea condominiale potrà commissionare delle misure molto più approfondite. Ma in tal caso, giunti a questo punto, la spesa economica, non certo contenuta, verrà già effettuata in vista di una possibile causa legale o di un accordo stragiudiziale.

In altri termini, il consulente energetico può essere visto come la persona adatta ad eseguire controlli e verifiche preventive a buon mercato, di modo da non incorrere in situazioni "sgradevoli" successive all’installazione dell’antenna.

Anche nel caso in cui l’antenna è già stata installata, le verifiche di massima eseguite dal consulente energetico possono aiutare a capire se è il caso o meno di richiedere ulteriori verifiche più accurate.

Nel caso, infine, dei luoghi di lavoro, le verifiche non possono che essere eseguite da professionisti opportunamente attrezzati di strumentazione certificata. In questo caso il check-up energetico avrebbe ben poco senso, poiché le verifiche complete sono comunque richieste per Legge.

In Italia il controllo, la verifica e la vigilanza dei livelli di inquinamento elettromagnetico è demandata alle ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente). Esse svolgono i seguenti compiti:

  • Eseguono verifiche e controlli con strumentazioni certificate, a campione ma anche su segnalazione dei cittadini

  • Aggiornano e gestiscono i catasti regionali degli impianti emettitori (ad esempio, delle antenne)

  • Esprimono pareri su eventuali piani di risanamento di siti ove i limiti di Legge sono stati superati

  • Forniscono ai Comuni, su richiesta, pareri preventivi sulla compatibilità degli impianti con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità previsti dalle Norme vigenti

  • Promuovono la ricerca scientifica nell’ambito degli effetti biologici dei campi elettromagnetici

  • Promuovono programmi di divulgazione riguardanti l’argomento dell’inquinamento elettromagnetico


Le modalità operative delle ARPA dipendono da Regione a Regione. Solitamente, se si desidera una verifica strumentale, è necessario farne formale richiesta, specificando le sorgenti potenziali di emissione (con relativi dati tecnici) e la loro ubicazione (anche rispetto a persone, oggetti, edifici, ecc.). L’esposto deve obbligatoriamente essere nominale, ossia deve contenere tutti i dati identificativi della persona che lo compila.

In alcune Regioni le analisi vengono effettuate a titolo gratuito, in altre no. Si rimanda ai siti web delle varie ARPA per maggiori informazioni.

Anche in questo caso è comunque consigliabile rivolgersi ad un buon consulente energetico; egli, oltre a poter effettuare, laddove possibile, il check-up
elettromagnetico preventivo, potrà anche aiutarci nel predisporre l’esposto che dovesse rendersi necessario presentare all’ARPA di competenza.

Segnaliamo infine che l’ARPA Lombardia gestisce il
CAtaSto Informatizzato Impianti di TELecomunicazione e Radiotelevisione (CASTEL). Si tratta di una vera e propria banca dati, accessibile a tutto il pubblico, ove sono riportati, anche su un’opportuna mappa interattiva, gli impianti di telecomunicazione e radiotelevisione presenti sull’intero territorio lombardo.

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La marcatura CE

Spesso capita di leggere che la marcatura CE, apposta sui prodotti autorizzati alla vendita all’interno dell’Unione Europea, indica che essi rispettano la Direttive Europea sulla Compatibilità Elettromagnetica.Fit Bonnie Tronchetti New Look Wide HvxEOpfWc

Il malinteso nasce probabilmente dal fatto che le due iniziali della marcatura ("CE") sono le stesse di "Compatibilità Elettromagnetica". Ma le cose, di fatto, sono invece un po’ differenti; l’acronimo "CE" della marcatura indica infatti, in generale, la "Conformità Europea" del prodotto, ma non solo alla Direttiva sulla Compatibilità Elettromagnetica!

In altri termini, la marcatura CE indica che il prodotto è conforme a tutte le disposizioni comunitarie che prevedono il suo utilizzo. Essa è stata introdotta con la Decisione 93/465/CEE del Consiglio Europeo del 22 luglio 1993 e non riguarda dunque esclusivamente la compatibilità elettromagnetica!

Ecco come si deve presentare la marcatura CE apposta su un prodotto:



L’attuale riferimento europeo riguardante la compatibilità elettromagnetica (dunque anche l’inquinamento elettromagnetico) è la Direttiva 2004/108/CE, la quale ha come obiettivo l’armonizzazione delle norme che regolano la vendita nell’Unione Europea di apparecchi che possono generare o subire perturbazioni elettromagnetiche.

La Direttiva 2004/108/CE ha abrogato e sostituito, nel 2004, la vecchia Direttiva 89/336/CEE, che regolava in passato questa materia. I requisiti  fondamentali in materia di compatibilità  elettromagnetica sono elencati nell’Allegato I della Direttiva.

Le disposizioni che riguardano la marcatura CE si applicano agli apparecchi venduti come  unità funzionali singole ai consumatori finali e che possono generare perturbazioni  elettromagnetiche o che potrebbero essere influenzati, durante il loro funzionamento, da tali perturbazioni.
Queste disposizioni non si applicano invece agli apparecchi specificatamente realizzati per essere incorporati in apparecchiature fisse e che non sono disponibili sul mercato sotto altra forma.

La Direttiva non si applica inoltre anche alle apparecchiature radio ed alle apparecchiature terminali di comunicazione, poiché esse sono disciplinate dalla Direttiva 1999/5/CE.

Sono esclusi dall’applicazione della Direttiva anche i prodotti aeronautici e le apparecchiature radioamatoriali.


Concludendo, l’apposizione della marcatura CE su un prodotto soggetto alla Direttiva 2004/108/CE sulla Compatibilità Elettromagnetica garantisce a noi consumatori finali che il prodotto in questione rispetta i limiti fissati per le emissioni elettromagnetiche.

È opportuno specificare che tale garanzia riguarda il singolo prodotto ma non un insieme di prodotti, quale quello che è sicuramente presente all’interno di un’abitazione e/o di un luogo di lavoro.

Mezzi di mitigazione e protezione

L’ambito dei mezzi, dei dispositivi e delle tecniche di mitigazione e protezione dai campi magnetici, elettrici ed elettromagnetici è molto complesso e vasto. Inoltre non in tutti i settori di applicazione si trova accordo fra consuetudini, prescrizioni normative, opinioni di Università e Centri di Ricerca.

Per questi motivi, ci limitiamo qui ad una sommaria descrizione dell’argomento, rimandando all’esperienza del nostro consulente energetico per tutti i dettagli e per l’eventuale scelta dei dispositivi più adeguati alla nostra specifica problematica.

Possiamo distinguere i mezzi e le tecniche di protezione e mitigazione in gruppi, a seconda del contesto e del tipo di campo esistente.

Ambienti domestici, campi elettrici e magnetici
La maniera più semplice per ridurre gli effetti di questi campi è quella di allontanare il più possibile i soggetti (persone e dispositivi) dalle sorgenti di inquinamento. Poiché questo non è sempre possibile, si ricorre spesso a:

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  • Avvicinamento, il più possibile, dei conduttori elettrici costituenti i circuiti di tutti gli impianti presenti

  • Creazione di schermature attive, cioè apposita creazione di campi contrari a quelli disturbanti, di modo da annullarli o, comunque, di ridurli il più possibile

  • Creazione di schermature passive: installazione di appositi schermi, magnetici o conduttori, in grado di contrastare efficacemente il campo disturbante

  • Riduzione dei campi magnetici prodotti da linee e cabine elettriche posti nelle vicinanze delle abitazioni, mediante accorgimenti tecnici noti e ben sperimentati (e di cui i consulenti energetici sono perfettamente a conoscenza)

  • Uso di disgiuntori di rete: si tratta di particolari interruttori automatici che disinseriscono l’impianto elettrico di una o più zone dell’abitazione quando non rilevano alcun consumo di energia e ripristinano successivamente l’impianto quando una (o più) delle utenze ha necessità di essere nuovamente alimentata


Ambienti domestici, campi elettromagnetici
Sono possibili più strategie, quali ad esempio:

  • Riduzione della potenza di emissione delle antenne, le quali, nella maggior parte dei casi, risultano sovradimensionate rispetto alle effettive necessità; evidentemente, non si tratta di eliminare le antenne, ma semplicemente di variarne alcuni parametri di funzionamento (cosa che un bravo antennista ci potrà fare senza alcuna difficoltà)

  • Adozione di opportuni sistemi schermanti (tessuti, vetri e pellicole protettive)


Ambienti lavorativi, tutti i tipi di campo
Le strategie di mitigazione e protezione sono tante e variegate; citiamo ad esempio:

  • Installazione di opportune schermature

  • Manutenzione corretta e continuativa di tutti i macchinari

  • Ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro (disposizione non troppo ravvicinata delle macchine, collocazione delle pulsantiere di comando lontane dalle sorgenti di disturbo, automatizzazione dei processi, ecc.)

  • Corretta istruzione del personale (ad esempio a non permanere troppo a lungo in aree a potenziale rischio di inquinamento elettromagnetico, ad indossare gli indumenti protettivi previsti, ecc.)

  • In generale, le medesime strategie descritte per gli ambiti domestici, dove applicabili (ad esempio, un ufficio è, per molti versi, simile ad un’abitazione)


Ribadiamo che la consulenza di un professionista è comunque necessaria, data la complessità dell’argomento.

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Consigli utili

Forniamo qualche utile consiglio per ridurre l’effetto di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici all’interno delle abitazioni.

Questi consigli, assieme a moltissimi altri, ci verranno dati anche dal consulente energetico al quale eventualmente richiederemo un check-up elettromagnetico della nostra abitazione.


Consigli generali per gli apparecchi elettrici ed elettronici

  • Spegnete gli stand-by degli apparecchi: questa semplice azione, oltre a contribuire al risparmio energetico dell’abitazione, disalimenta completamente i dispositivi, i quali non possono così emettere alcun campo magnetico
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  • In caso di inutilizzo prolungato degli apparecchi, staccate le spine degli apparecchi dalle prese di corrente: in questo modo si elimina del tutto il campo elettrico
  • È sempre utile "mantenere le distanze" dalle sorgenti dei campi; i campi magnetici ed elettrici diminuiscono all’aumentare della distanza dagli apparecchi. Ad esempio, è buona norma tenere la radiosveglia ad almeno 50-60 centimetri dalla testa (mentre si dorme), così come stare ad almeno 2 metri di distanza da un televisore
  • Mantenete gli apparecchi il più lontano possibile dal corpo; quando ciò non è possibile (ad esempio: asciugacapelli, rasoio elettrico, ecc.), riducetene il tempo di utilizzo


Forno a microonde

  • Verificate periodicamente lo stato delle guarnizioni e dell’involucro del forno a microonde; nel caso rileviate dei difetti anche minimi, sospendete immediatamente l’utilizzo e portate l’apparecchio in un centro specializzato e fatelo riparare (o sostituire, se è ancora in garanzia!)

  • Non avvicinatevi troppo al vetro frontale, mantenete una distanza di almeno 40-50 centimetri (se l’apparecchio è stato "ben costruito", si tratta solo di una misura precauzionale…


Camera da letto
(attenzione, molto importante: è il locale dove mediamente trascorriamo almeno 1/3 della nostra vita!)

  • Collocate qualsiasi dispositivo elettrico o elettronico a non meno di 1 metro dal letto (salvo la radiosveglia, per la quale normalmente sono sufficienti 50-60 centimetri)

  • Evitate, se possibile, l’utilizzo di cuscini riscaldati e/o coperte elettriche; se li usate abitualmente…non vi resta che diminuire il loro utilizzo (e quindi…le ore di sonno…)

  • Non fate passare prolunghe ed altri conduttori elettrici (cavi di rete, del telefono, ecc,) sotto al letto e/o nelle sue immediate vicinanze


Telefoni cellulari
Usate il più possibile l’auricolare, meglio se con collegamento a fili (evitate quelli Blue-Tooth); se non ne disponete, utilizzate la funzione viva-voce

  • Riducete le durate delle telefonate, limitandole a non più di qualche minuto (così avrete anche il vantaggio di risparmiare…)

  • Se una telefonata si protrae per più di qualche minuto e non disponete di auricolare né della funzione viva-voce, alternate spesso l’orecchio al quale appoggiate il cellulare

  • Quando fate una chiamata, aspettate la risposta prima di appoggiare il cellulare all’orecchio

  • Se potete, preferite l’invio di SMS alle telefonateMargo Stivaletti Con Desire Plateau Public x0fA6wgYgq

  • Telefonate di preferenza solo in quei luoghi (anche all’interno dell’abitazione), dove c’è pieno campo (cioè dove "il cellulare ha tutte le tacche")

  • Evitate, se possibile, di fare telefonate da mezzi in movimento (taxi, bus, tram, metropolitane, automobili, ecc.)

  • Durante la notte spegnete il cellulare; se preferite lasciarlo acceso, non tenetelo per alcun motivo nella stessa stanza dove dormite

  • Non ricaricate il cellulare appoggiandolo sul comodino vicino al letto dove state dormendo (peggio ancora se lasciate il cellulare acceso!)

  • Cercate il più possibile di non tenervi il cellulare addosso, evitando in particolare le tasche all’altezza del cuore e la zona dei genitali; meglio mettere il cellulare in una borsa, uno zaino, un borsello oppure appoggiato su un tavolo, una mensola, ecc.

  • È preferibile utilizzare il cellulare all’esterno degli edifici piuttosto che all’interno, dove il dispositivo aumenta la sua potenza di trasmissione

  • L’utilizzo di cellulari da parte di bambini ed adolescenti dovrebbe essere limitato alle sole chiamate di emergenza/necessità; lo stesso consiglio vale per le donne in gravidanza

  • Le persone portatrici di apparecchi elettromedicali (anche acustici) dovrebbero evitare del tutto l’utilizzo del cellulare (sincerarsene comunque sempre con il proprio medico); allo stesso modo, evitate di utilizzare il vostro cellulare se siete vicini a queste persone


Telefoni cordless


Reti wi-fi

  • Se il vostro apparecchio lo consente e se la ricezione del segnale risulta sufficiente, provate a togliere l’antenna dal modem wi-fi

  • Spegnete il modem quando non serve: se non utilizzate Internet, è inutile lasciarlo acceso!

  • Non collocate il modem in camera da letto o nei pressi di pareti adiacenti (anche di altri locali: i campi elettromagnetici si propagano attraverso i muri delle stanze)

  • Non lavorate vicino a modem wi-fi, tenete una distanza di sicurezza di almeno un paio di metri (N.B.: se non potete tenerla, chiedetevi…a cosa vi serve una connessione wi-fi! Meglio usare un cavo di rete…)

  • Evitate di lavorare con il PC portatile appoggiato sulle vostre gambe: l’antenna wi-fi dell’apparecchio continua a ricevere ed a trasmettere esattamente come il vostro modem

  • Nel caso in cui non usiate la connessione wi-fi con il vostro PC, disattivatela (quasi tutto i PC consentono tale operazione)

  • Il livello di irradiazione di campi elettromagnetici dovuti alla rete wi-fi è tanto maggiore quanto più aumenta il traffico dati; se, ad esempio, state scaricando video o file di grosse dimensioni, conviene allontanarsi sia dal modem che dal PC per tutto il tempo di download

 
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